Il cervello ama ciò che non può toccare
«L'anima si tinge del colore dei suoi pensieri.» — Marco Aurelio
La scorciatoia verso l'emozione
Il nostro olfatto è neurologicamente unico. Perché aggira il talamo (il centro di smistamento del cervello) e raggiunge direttamente la corteccia olfattiva, nell'immediata vicinanza del sistema limbico, il centro di controllo di emozioni, memoria e istinto. Questo spiega anche perché un soffio di profumo di pino ci riporta all'istante in un bosco dell'infanzia, o perché la lavanda ci sembra familiare prima ancora di riuscire a nominarla. La reazione non passa quindi dalla logica. Al contrario, il nostro corpo ricorda qualcosa prima ancora che la nostra mente cominci a occuparsene.
Molecole aromatiche e codici emotivi
Gli oli essenziali non sono composti da sostanze isolate. Sono miscele complesse di composti organici volatili (COV): piccole molecole volatili che percepiamo come profumo quando inspiriamo.
Molte di queste sostanze le conosci dalla vita di tutti i giorni, anche se i nomi suonano strani: il linalolo dà forma al profumo della lavanda, l'1,8-cineolo alla nota limpida dell'eucalipto, l'α-pinene all'odore del bosco di conifere e il citrale alla freschezza della scorza di agrumi. Ognuno contribuisce al carattere di un infuso.
Cosa succede nel calore
Nel calore le molecole profumate evaporano più in fretta e l'aria umida le porta più lontano. Per questo un infuso in sauna si percepisce molto più intenso dello stesso profumo a temperatura ambiente.
Molti descrivono il momento dopo l'infuso come silenzioso e sgombro.
Il cervello sotto il profumo
Il bulbo olfattivo è una delle poche regioni del cervello capaci di formare nuovi neuroni in età adulta. Il nostro olfatto si può allenare, affinare e ampliare con un uso consapevole, la ripetizione rituale e la varietà aromatica.
E inoltre: il profumo crea mappe spazio-temporali nel cervello. Ogni aroma complesso attiva uno schema unico di neuroni. In teoria si possono così distinguere oltre mille miliardi di profumi.
Il profumo come intelligenza evolutiva
I nostri antenati si affidavano all'olfatto molto prima del linguaggio. L'olfatto svolgeva un ruolo importante nella caccia, avvertiva del cibo avariato e influenzava la scelta del partner. Ancora oggi, molecole simili ai feromoni presenti nel sudore o negli oli naturali contribuiscono inconsciamente a fiducia, legame e attrazione.
Nei boschi, gli alberi rilasciano monoterpeni: α-pinene e limonene. Creano il tipico odore del bosco e, interagendo con le particelle atmosferiche, partecipano persino alla formazione delle nuvole. Il profumo è così uno strato di intelligenza ecologica, emotiva ed evolutiva che possiamo sviluppare consapevolmente.
Il tuo corpo lo sapeva già
Non serve sapere perché l'eucalipto profumi di limpido e il cedro di caldo per accorgersene. Un rituale aiuta a farci caso, e il calore della sauna rende il profumo qualcosa che si sente con il corpo.